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Grazie per suoi pensieri, ma io la vedo un po diverso. La grande fatica, sia fisica che mentale, si fa nella preparazione di una maratona. Uscire di casa per correre 2 ore, anche se fuori piove, o ha gia a 38 gradi, con quella voce nel cervello, in tedesco "Schweinehund" che ti dice: ma cosa fai con questo tempo, stai qui sdraiato sul divano. La maratone poi, per me é puro divertimento, almeno i primi 35 chilometri penso a tutto e niente, mi godo il spettacolo intorno. Poi pero diventa dura, e proprio in quei momenti viene fuori quello che serve piu di tutto per correre 42 chilometri, la gioia di fare fatica, tanta fatica.
Qualche anno fà, ho partecipato alla famosissima maratona di NewYork. Arrivati in viaggio accompagnato, il giorno pregara, si tenne un briefing al quale erano invitati a partecipare tutti maratoneti italiani. A parlare anche Pizzolato, vincitore della gara nei anni novanta. Ricordo benissimo le sue parole: all’inizio contate le miglia che sono di meno, verso la fine contate i chilometri che sono più corti.”